Coro del Duomo di Firenze
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Luigi Sessa

 

Tutta la vita di Luigi Sessa è stata dedicata alla musica sacra: come studioso, insegnante e compositore. Uomo di profonda fede e valente musicista, sapeva trasformare le note in preghiera.

Nato ad Avellino il 12 agosto 1927, ma presto trasferitosi a Firenze con la famiglia, è ordinato sacerdote nel 1950.
A Firenze è vice direttore del Seminario Minore, dove riorganizza il coro delle voci bianche. Oltre alla musica insegna anche francese.

Nel 1964 si diploma col maestro Alessandro Esposito presso il Conservatorio Cherubini.

Subito dopo l'alluvione del 1966 progetta i timbri dell'organo di Santa Maria del Fiore.

Nel 1973 viene nominato Monsignore dal Cardinale Florit e, in seguito, il Cardinale Benelli lo nomina Canonico.

Dal 1993 è Direttore dell'Istituto Diocesano di Musica Sacra di Firenze e poi anche Delegato regionale per la musica sacra e Direttore nazionale del segretariato Scholae Cantorum dell'Associazione Italiana di Santa Cecilia.

A seguito della morte di Monsignore Cirano Sartini, nel 1973 il Capitolo del Duomo lo nomina Maestro di Cappella di Santa Maria del Fiore; così Sessa va a collocarsi nella lunga tradizione dei Maestri di Cappella di questa cattedrale. Sessa trasforma il preesistente "Nucleo Canoro" nel "Coro del Duomo di Firenze", di cui sarebbe diventato maestro, anima e immagine.

Sotto la sua direzione il Coro del Duomo raggiunge oltre 150 elementi e diventa una struttura stabile e di alto livello. La sua "quarta famiglia", come amava dire; "famiglia giovane, perché chi canta ha il cuore giovane". Le sue altre famiglie: quella naturale, quella della Sacra Famiglia (parrocchia di appartenenza, dove il padre Torquato Tassi, prete musicista, gli aveva trasmesso "la duplice vocazione al sacerdozio e alla musica") e quella del seminario.

Il Coro con il Maestro Luigi Sessa

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Nel 1986, durante la visita di Papa Giovanni Paolo II a Firenze, dirige allo stadio Franchi il grande coro composto da alcune migliaia di voci delle corali parrocchiali. Così come dirige poi il concerto dei cori fiorentini in San Pietro, durante il Giubileo del 2000.

Nel maggio 2001 la sua ultima importante celebrazione liturgica per l'arrivo a Firenze del nuovo Arcivescovo Ennio Antonelli: dirige in Duomo un coro formato da alcune centinaia di elementi.

Il 23 dicembre un importante concerto d'organo a Venezia, nella Basilica di San Marco, dedicato alla pace universale. Dopo la messa di Natale, poi, pur se indisposto, si reca in Calabria per un altro impegno musicale.

Il 31 dicembre ha appena finito di dirigere l'Exsultate di Scarlatti, durante l'Offertorio, nell'ultima Messa dell'anno celebrata in Duomo dall'Arcivescovo Antonelli. Dopo aver tributato sottovoce l'ultimo "bravi" ai suoi coristi "in tunica" si siede; ma chinata la testa, subito sbianca. Quando i volontari della Misericordia lo trasportano dalla sacrestia fuori dal Duomo, i suoi coristi, che nonostante lo sbigottimento del momento hanno la forza di proseguire nell'accompagnamento della Messa, cantano il Te Deum. Un segno, che non ha mancato di scuotere amici e allievi. Muore poco dopo, all'ospedale di Careggi.

Spira così, a 74 anni, come avrebbe voluto: alla direzione del suo coro e accanto al suo organo, come solo ad alcuni grandi direttori è concesso "uscire di scena".

Monsignor Luigi Sessa

Il Cardinale Antonelli, durante il funerale in Duomo, ricorda: "Chi canta prega due volte" come dicevano i Padri della Chiesa. Cantava così Monsignor Sessa "artista raffinato e sacerdote di elevata spiritualità e, prima di tutto, un autentico appassionato sacerdote, con un profondo spirito di pietà, gioviale e comunicativo".
Descritto da tutti coloro che lo hanno conosciuto come un personaggio carismatico, facile da avvicinare, sempre pronto a confrontarsi e a regalare parole di saggezza.
Monsignor Luigi Sessa non era semplicemente un ecclesiastico: la sua vita, la sua musica e perfino il suo sguardo hanno dimostrato il suo grande amore verso il prossimo.

Diceva sempre: "La cosa principale, per noi, è cantare le lodi verso Dio". C'era una frase che amava ripetere, il suo testamento spirituale: "Mai per noi, ma per Dio".

Come compositore Sessa ha anche armonizzato a quattro voci numerose melodie sacre e popolari, fra cui Adeste Fideles, Tu scendi dalle stelle e Stille Nacht.

Come concertista si è esibito in numerosi eventi, in Italia e all'estero.

Ha inciso tre dischi con il Coro del Duomo e numerosi altri come solista d'organo.

 

Ricordi

  • "Monsignor Luigi Sessa" di Don Franco Baggiani; articolo pubblicato sul "Bollettino Ceciliano".
  • "Caro Don Sessa" di Bruno Importuni.
  • Il testo della lettera che Monsignor Sessa indirizzò al Coro del Duomo il 23 febbraio 1993, in occasione del 25° dalla fondazione.
   

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